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IL
LEONE E HERCULES a cura di Grazia ed Elisabetta Mirti
Per un segno ‘nobile’ come il Leone una fiaba non è difficile da trovare, purché abbia per protagonista un Eroe, un vero e grande Eroe. E chi meglio di Hercules, il mitico e possente protagonista di memorabili imprese, può essere adeguato ad esprimere eroismo e spirito sportivo, competizione e orgoglio, volontà e capacità di vittoria? Attraverso Hercules desideriamo esprimere un omaggio ai Miti, antenati delle fiabe moderne, nati dalle storie trasmesse oralmente di padre in figlio, molte e molte migliaia di anni fa. La Walt Disney del resto ha recentemente trasformato il Mito in Fiaba, attraverso il film omonimo!
LA
TRAMA
Hercules
era doppiamente figlio di re
(regalità leonina!), essendo nato dalla regina di Tebe, Alcmena, e da
Giove, re dell’Olimpo. Ma tutti credevano che fosse figlio del marito
di lei, il re Anfitrione. Era un bambino di taglia extra, che cresceva
gagliardo, anche grazie al latte che
Giove gli fece succhiare da
Giunone, sua moglie, mentre era addormentata.
Dalle gocce di latte che il neonato
lasciò cadere, già sazio, ebbe origine la Via Lattea, striscia infinita
di piccole stelle, in Cielo. Numerosi e pregevoli furono i maestri
che lo addestrarono (il Leone vuole sempre primeggiare, e adora lo sport
e l’esercizio fisico!!). Tra gli altri vanno ricordati Castore per cavalcare e
Chirone per lo studio. Ogni tanto
il giovane Hercules era preso da ire funeste, che giungevano ad eccessi molto
pesanti, a volte delittuosi. Finì
per andare a chiedere all’Oracolo di Delfo
(senso religioso del Leone) che cosa
poteva fare per migliorare
ed espiare. La divinità rispose che doveva andare per 12 anni a servire il re
di Tirinto, Euristeo. Hercules accettò senza fiatare (il Leone è molto leale e
sincero!!) di compiere le celebri
12 imprese, al servizio del suo re. Interpretando in questo modo il mito
dell’Eroe , in giro per il mondo. Il re Euristeo
aveva paura che Hercules potesse appropriarsi del suo trono... si impegnò
quindi nel fargli fare le cose più complicate, difficili e pesanti. Stuzzicando
l’amor propino leonino, sempre pronto alle sfide, ai confronti, agli applausi
e ai premi. Delle fatiche del mitico Hercules si
parla da millenni... esse suscitano ancora oggi la nostra ammirazione. A
ciascuna fatica può essere associato un segno zodiacale,
e così questa fiaba antichissima trova
il suo canale simbolico ideale,
attraverso l’evoluzione del percorso compiuto da ciascun essere umano durante la sua
vita.
Abbiamo
scelto per le Fatiche un ordine differente da quello tradizionale, per
meglio associarle ai segni zodiacali.
*
Bisogna tener conto che il mondo ai
tempi di Hercules era molto differente da quello di oggi: popolato da Giganti,
Mostri, personaggi davvero molto
strani. Spesso la loro morte simboleggia una trasformazione,
un’evoluzione, un cambiamento interiore.
Fatica
n. 1 (Ariete) Il Cinghiale di
Erimanto
Un
terribile cinghiale devastava l’Arcadia, togliendo a quel paese felice pace e serenità.
Hercules dopo un lungo inseguimento
(energie arietine e leonine mescolate!!) lo imprigionò
tra boschi e montagna, lo uccise e lo portò sulle spalle, come trofeo, a
re Euristeo.
Fatica
n. 2 (Toro) Il Toro di Creta
Nettuno
aveva donato all’isola di Creta un magnifico toro, che attirò ammirazione e
invidia da parte di re Euristeo. Pronto a ogni suo
desiderio,
Hercules si precipitò nella bella isola greca e prese in braccio il toro
possente trasportandolo come se
fosse un capretto, avvolto in una rete, attraversando senza problemi anche il
mare.
Fatica
n. 3 (Gemelli) Uccelli della palude Stinfalia
Si
trattava di uccelli adatti a un film di Stieven Spielberg: feroci e mostruosi
avevano ali, becco e artigli di rame.
Ercole fece dapprima un grande rumore, una sorta di concerto rock, dalla
montagna vicina, e quando lo sciame
impaurito volò verso il cielo li colpì con le sue frecce.
Fatica
n. 4 (Cancro) la cerva del monte Cerineo
Animale
lunare per eccellenza, la bella cerva era braccata da tempo per le sue corna d’oro e
i piedi di rame, e nessuno
tra i numerosi cacciatori riusciva
a catturarla. Hercules con pazienza la inseguì per un intero anno e la portò
viva e palpitante al suo re, come preda preziosa,
da proteggere e amare.
Fatica
n. 5 (Leone) il leone di Nemea
Hercules
dovette misurarsi contro un
leone feroce, che abitava in una
grotta Dapprima lo affrontò con la
clava e l’arco... ma dopo alcuni
tentativi capì che solo misurandosi in un
corpo a corpo poteva riuscire. Penetrò quindi nella caverna e
gli pose le ginocchia possenti sullo scheletro, uccidendolo. Poi con la
pelle del leone si fece una tunica.
Fatica
n. 6 (Vergine) Le stalle di Augia
Un’operazione
di pulizia condotta con criteri più
che moderni: un re allevatore teneva 3000 buoi in una stalla, senza pulirli mai.
Un grande fetore si era diffuso in tutto il circondario, tutti si lamentavano. Ercole risolse il problema facilmente:
abbattè il muro della stalla e vi fece scorrere l’acqua di un fiume, che
funzionò meglio di una lavatrice
moderna!
Fatica
n. 7 (Bilancia) I pomi delle Esperidi
Nel
mitico giardino africano abitato dalle Esperidi, figlie
della stella della sera, i frutti erano mele d’oro. Hercules fece una
fatica incredibile per trovarlo, ma cogliere
i frutti magici non era così facile... si fece aiutare da Atlante, che
teneva il mondo sulle spalle, e per aiutarlo lo sostituì per un poco,
liberandolo perché potesse raggiungere per
lui i pomi d’oro....
Fatica
n. 8 ( Scorpione) La cattura di
Cerbero
Per
servire Euristeo Hercules scese fin nel regno dei morti, accompagnato da
Mercurio. Con il consenso di Plutone, dio degli Inferi,
catturò il mostro, Cerbero, metà cane e metà drago, che urlava sempre
con le sue tre teste. Quando il re
Euristeo lo vide, seppure
incatenato, pregò Hercules di riportarlo dove l’aveva preso,
era infatti mezzo morto di paura...
Fatica
n. 9 (Sagittario) Il cinto di Ippolita
Le
Amazzoni, donne indipendenti e bellicose, abili cavallerizze,
avevano per regina la bella
Ippolita, famosa per la sua preziosa
cintura. La figlia di re Euristeo la
desiderava: Hercules dichiarò
guerra alle guerriere e le
distrusse. Ippolita morì così combattendo
gloriosamente, come desiderava e la bella cintura
cambiò padrona.
Fatica
n. 10 (Capricorno) l’Idra di Lerna
Presso
il lago di Lerna viveva un mostro terribile, un drago con nove teste che
divorava uomini e greggi. Tagliarle non era sufficiente, ricrescevano
all’istante. Hercules, con l’aiuto di Iolao, ne bruciò 8 e seppellì la
nona, dopo averla tagliata, sotto un masso. Ma prima intinse le sue frecce nel
sangue del mostro, così divennero irresistibili!
Fatica
n. 11 (Acquario) I buoi di Gerione
Un
mostruoso gigante, Gerione, possedeva una mandria di buoi rossi, nelle isole
Baleari. Euristeo chiese ad Hercules di catturarli e di portarglieli. Fu così
che l’eroe conficcò due colonne in segno del suo passaggio (da allora si chiamarono le
colonne d’Ercole) , distrusse il gigante e
tornò vincitore con la
mandria da re Euristeo.
Fatica
n. 12 (Pesci) I cavalli di Diomede
Il
re Diomede aveva la pessima abitudine di nutrire i suoi cavalli con carne umana.
Il re Euristeo lo giudicò un fatto
gravissimo. Mandò quindi Ercole a punirlo. Egli offrì Diomede in pasto
agli affamati cavalli ,
sistemando i pezzi del suo corpo nelle mangiatoie
di rame, poi li legò tutti a una lunga fune e al galoppo li fece
giungere nella reggia di Euristeo.
In
quale dei personaggi della storia di Hercules vi riconoscete?
Scegliete... e leggete!
Vi
sentite Hercules, modestia a parte?
Siete
combattivi, armati di spirito di intraprendenza e di competizione, non vi
spaventate di fronte al pericolo. Anzi, amate mettervi alla prova
per dimostrare agli altri le vostre capacità. A volte l’entusiasmo e
l’euforia della vittoria vi giocano brutti scherzi. Abituati a vincere,
prima delle fatiche non sapevate che cosa significa l’arte della
pazienza, e volevate tutto e subito, senza nessun dubbio.
La vittoria, come la vendetta, va consumata a freddo, con calma, senza
temere di perdere tempo inutilmente!
Un
consiglio? Calmate i bollenti spiriti e accontentatevi degli obbiettivi che
avete già raggiunto: sono davvero molti! Un po’ di relax può farvi del bene.
Vi
sentite Giove, padre di Hercules?
Vi
piace organizzare ogni cosa nei minimi particolari, anche la vita delle persone
che vi circondano, e preferite comandare piuttosto che ubbidire!
In
amore non avete freni (o vi piacerebbe non averne..), siete burattinai
che tirano i fili e vi compiacete del vostro ruolo di giudici celestiali.
Qualche volta pasticciate un poco, con
conseguenze pericolose. Ma rimettete a posto velocemente la situazione
senza che nessuno (o quasi) si accorga i nulla.
Un
consiglio? Organizzate un ufficio di segreteria che
segua con cura gli impegni e vi tenga al riparo dalla gelosia di Giunone,
vostra moglie!
Vi
sentite re Euristeo?
Vi
siete pentiti subito di aver accettato quello scapestrato di Hercules nel vostro
entourage. Quante notti vi siete svegliati di soprassalto temendo che vi rubasse
il trono... non vi sentite affatto sicuri nemmeno ora,
e ad ogni fatica ben riuscita vi chiedete che cosa gli farete fare la
prossima volta. Invece di pensare ai drammi e alle situazioni esistenziali
buttatevi un po’ di più nella
vita: forza e coraggio!! Cercate di utilizzare le energie per imprese utili....
Un
consiglio? Regalate ai re vicini
mandrie, toro, cintura di Ippolita e tutto il resto, vi sentirete meglio!
Vi
sentite il leone di Nemea?
Leali
e fedeli, siete pronti a mettervi in gioco per gli ideali in cui credete. A
volte passate per essere poco malleabili, brontoloni
e fin troppo amanti della solitudine, ma in fondo siete buoni
d’animo e generosi, basta che gli altri facciano tutto quello che dite, senza
fiatare! Evitate di lanciare sfide che
possono rivelarsi pericolose....dal Paradiso dei Leoni guardate
la tunica di Ercole e vi
sentite orgogliosi.
Un
consiglio? Un ruggito in meno vi allunga la vita!
Vi
sentite Giunone?
Belle,
simpatiche, intelligenti, potenti, mettete in
azione ogni vostra virtù per tenere
legato a voi l’uomo che amate.... anche se è un adorabile bugiardo e un
traditore impenitente. Ma essere la consorte del re dell’Olimpo può
valere qualche lacrima o
sofferenza, chi bello vuole sembrare un po’ deve soffrire! Il vostro spirito
materno ha comunque la meglio, siete
sempre pronte ad allattare qualche piccolo dalla paternità incerta (o
quasi...).
Un
consiglio? Fate finta di niente con il vostro augusto sposo, e aspettate come
sempre la prima buona occasione per
vendicarvi!
L'immagine è tratta da: Le più belle fiabe del mondo, DAMI Editore, Milano
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