LEONE

MEDITERRANEO

Protagonista Diego Abatantuono (Toro, nato  a Milano il 20 maggio 1955 alle 2 a.m.)

Coprotagonisti Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Claudio Bisio, Gigio Alberti, Vanna Barba, Ugo Conti, Memo Dini, Vasco Mirandola, Antonio Catania, Irene Grazioli.

Regista: Gabriele Salvatores, Leone, nato a Napoli il 30 luglio 1950 alle 2 e 45’ a.m.

Anno di uscita: 1991. Durata 95’

Mediterraneo ha vinto l’OSCAR per il miglior film straniero

 

La Trama

Nella sperduta quanto affascinante isola  greca di Castellorizo , in piena seconda guerra mondiale (1941) assistiamo all’arrivo di una pattuglia di soldati italiani, completi di divisa e di animali (una povera asina approdata

a stento sulla terra ferma), inviati nel Dodecanneso, gruppo di isole greche che all’epoca erano occupate dall’Italia, con  compiti poco  chiari, quasi uno scherzo della burocrazia militarista fascista dell’epoca. 

Tagliati fuori dal mondo per tre lunghi anni  i soldatini si estraniano  dalla  guerra, dai suoi fantasmi  e familiarizzano con gli abitanti del luogo. Numerose vicende si intersecano le une con le altre: nel momento della  desiderata fuga dall’isola non tutti accetteranno di mutare nuovamente la loro vita, alcuni preferiranno  restare per sempre in quel mondo incantato e felice, solare  e semplice, lontano dallo stress. Il finale osserva da vicino il confronto tra chi è restato e chi è partito, e indica  con invidia una filosofia esistenziale differente , che viene consigliata agli spettatori.  Il film è dedicato esplicitamente a ‘tutti coloro che fuggono’, nel tempo e nello spazio, da se stessi o dalla vita. Mediterraneo costituisce il terzo film di una trilogia dello stesso regista (I gradevoli precedenti erano Marrakech Express e Turné), metafora della sua gioventù , e dei suoi ‘eroici’ anni ‘70, ricchi di sogni e di contestazioni, difficili da dimenticare....

 

Caratteristiche importanti

Il Leone,  segno maschile per eccellenza, si esprime  in questo film  attraverso una storia di militari che  non contiene un ruolo  femminile paritario,  ma  delle semplici comprimarie,  la prostituta  Bassilissa e l’ingenua ragazza messa incinta dai due fratelli alpini, custodi della mula. Lo spirito di avventura del Leone si adegua molto bene ai panorami  assolati e mediterranei dell’isola greca al centro del racconto cinematografico. Come dire che per l’animo leonino del regista è estate per tutto l’anno,  e gli anni della gioventù non finiscono mai, almeno nel ricordo. Ciascun segno zodiacale vale per se stesso ma anche per quello  che gli sta di fronte, in questo caso il Leone ribadisce il suo individualismo nei confronti del  ‘gruppo’ acquariano, delle differenze tra i singoli personaggi,  nella personalità, nella cultura,  nel modo  di essere. Ciascuno vive la sua avventura umana in modo differente, nessuno resterà uguale a prima, proprio come il Leone che si aggira nella savana, vive le  sue avventure, e  acquisisce esperienza di vita.  Fine luglio e  agosto, mesi leonini per eccellenza,  indicano il momento delle vacanze, dei viaggi, dell’evasione dal quotidiano. Che è tale anche nel momento della guerra o in altre situazioni affini. La grande avventura della vita altro non è che un’evoluzione continua, nella quale l’Io si plasma, e vive il suo cammino  karmico, scelto prima di nascere.

 

Il successo

Apparentemente sottovalutato, questo film non lasciava intuire nel momento in cui uscì in programmazione nelle sale, che  sarebbe potuto giungere all’OSCAR, dando lustro a  un giovanissimo regista. Il mito del premio rappresenta un fattore importante nella vita   di chi vede la luce in Leone, e  adora applausi e riconoscimenti... si può capire  che agli occhi  delle giurie internazionali  Mediterraneo rappresentasse un concentrato di luci,  colori, musica,  atmosfere, odori, oltre ai simboli di un ambiente che oggi è difficilissimo riprodurre,  se non in luoghi sperduti. Il regista non ha più dato in seguito prove così convincenti, confermando la regola secondo la quale i nati in Leone vivono i loro momenti migliori in gioventù e poi  alimentano con cura il loro mito... sopravvivendo  a se stessi. I transiti  degli ultimi anni non  hanno comunque consentito grandi exploit, al di là  della finzione cinematografica...

 

Le vibrazioni del Leone

Il Quinto segno zodiacale, Leone, è governato dal Sole, che abbonda in ogni scena del film ‘Mediterraneo’, come si intuisce fin dal titolo.  Il blu del mare, il cielo costantemente sereno, i bianchi gessosi e brillanti  della scenografia greca, tutto contribuisce a rendere più solari e nitide le immagini.  Si sa che il punto debole del Leone è il cuore... in senso fisico  e sentimentale. Forse è questa la ragione per cui non vi sono storie d’amore ‘classiche’, nel film, ma situazioni  grottesche,  timidezze violente, o semplici adeguamenti alla natura e al luogo. Il concepimento da parte della semplice ragazza greca esprime bene il mito procreativo del Leone, quinto segno, simbolico  della passione sportiva e del desiderio di riprodurre se stessi attraverso   qualcuno che ci somigli  e perpetui la specie... La nevrosi dell’amicizia obbligata , dovuta al dover vivere in uno spazio ristretto con persone non scelte liberamente,  è altrettanto palpabile ed evidente. Giocano sulla spiaggia, i  soldati, in attesa della Grande Fuga verso l’Italia. Altre illusioni,  altro mito da sfatare. La tradizione  astrologica attribuisce all’Italia il segno   del Leone, in Mediterraneo tutti vivono nel sogno di tornare verso la  patria,  la casa, la famiglia, il loro mondo  smarrito forse per sempre.

 

Un Mediterraneo per tutti i segni

Ariete: nella zona di Napoli, tra cielo  e mare

Toro  : nell’isola di Creta, in visita a Minosse

Gemelli: verso Nord, omaggio ai Vichinghi

Cancro:  perdersi nella laguna veneziana

Leone: nel Mediterraneo,  naturalmente!

Vergine: verso le coste francesi, pescando

Bilancia: due cuori e un’isola (Montecristo?)

Scorpione: in un covo di pirati aggressivi

Sagittario; verso la costa spagnola

Capricorno: su un mercantile, che va a  oriente

Acquario: marinai in mille porti diversi

Pesci:  tra tritoni e sirene, in fondo al mare

 

 

La psicologia dei personaggi

 

Eliseo (padrone della mula):

Siete oggetto di derisione da parte dei vostri compagni che proprio non riescono a capire l’affetto sincero e incondizionato che vi lega a Silvana, fedele ‘asinella’ che vi segue da tempo in ogni vostra impresa. Per voi è come una figlia da accudire, le fate sgranchire le zampe e la portate a passeggio… l’amore per gli animali però non vi permette di vivere in modo equilibrato con ciò che vi circonda, a volte pensate che tutte le persone intorno a voi abbiano la coda e siano testardi come muli! Per il futuro orientatevi sui cani e gatti: sono più maneggevoli e stanno bene anche davanti al televisore.

 

Farina (attendente):

Siete l’ombra del tenente, premuroso, gentile  e affettuoso, al punto da togliere il fiato a chi vi sta intorno. Deve arrivare la bella Vassilissa con le sue generose  grazie a portarvi fuori dai binari. Dopo una vita trascorsa tiepidamente , finalmente conoscete i brividi della passione e della trasgressione. Al diavolo la patria, è meglio aprire un ristorante italiano in Grecia e invitare di tanto in tanto gli amici per le vacanze!

 

Soldato Noventa:

Il vostro chiodo fisso è tornare a casa, non importa come , dove e quando: vostra moglie aspetta un bimbo e dovete essere all’ovile per tempo. Le provate tutte: rincorrete aerei, vi addentrate nel mare con una barchetta a remi di dubbia stabilità, pregate che avvenga il miracolo. Finalmente i vostri desideri vengono esauditi e tornate a casa. Per poi rimpiangere il caldo e le giornate con i compagni. Ma il vostro destino è questo: vi lamentate sempre , con chiunque vi capiti a tiro.

 

Tenente:

Non bastava che vi mandassero in Grecia in una missione senza senso; ci voleva anche un plotone di squilibrati da coordinare per aumentare il senso di frustrazione che si è impadronito di voi: Eliseo e la mula, Farina e la greca, Noventa e la barca a remi; ogni tanto credete di impazzire e vi vien voglia di spaccare tutto.  Alla fine vi eclissate con la scusa di scrivere il diario giornaliero. Finalmente ritrovate la pace interiore e potete esibirvi come l’intellettuale del gruppo (ma chi ne dubitava?).

 

La radio:

Siete l’unico elemento che tiene in contatto il plotone con il mondo. Vi piace come vi trattano: vi portano in braccio, avete la precedenza su qualsiasi altra cosa perché nulla è, in questo momento , prezioso come voi, siete coccolate  e riverite da tutti, e questo vi rende vanitose.. A forza di fare le principesse sul pisello vi è andata male: Eliseo in un momento d’ira vi butta contro un muro e tutti i vostri ingranaggi saltano fuori. Nulla riesce a rimettervi in sesto: rimanete su un mobile un po’ rigide a piangere sul passato, nella vana attesa di un medico radioamatore...

 

L’isola:

Assistete all’arrivo di quel gruppo di scalmanati in divisa e vi  fa sorridere il fatto che siano armati fino ai denti per una guerra che fin lì non era certo arrivata…. Dopo un primo momento di diffidenza vi rendete conto che in realtà sono solo dei bietoloni con tanta nostalgia di casa. Li adottate con affetto e premure: tornei di calcio, partite a carte all’ombra degli alberi, fidanzamenti nascosti e ambigui… in fondo vi dispiace quando tornano a casa: per fortuna qualcuno rimane, a godere delle vostre gioie più riposte e profonde!