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Gli antichi, saggi scrutatori del Cielo e della stelle, diedero ai segni zodiacali denominazioni connesse al periodo agricolo, meteorologico, stagionale. Tra aprile e maggio si assiste allo sviluppo della vegetazione, alla fioritura, all’accoppiamento degli animali, mentre la natura riprende vigore e si stabilizza dopo i rigori invernali, in seguito alla spinta evolutiva e creatrice della primavera. ‘Sotto i piedi dell’Auriga sta il Tororobusto, fornito di corna minacciose;la sua testa è cinta da numerose stelle’
Così Cicerone definisce il secondo segno zodiacale, nel suo ‘De natura deorum’ (II, XLIII). Ci troviamo in una delle zone del Cielo più fitte di stelle importanti, luminose, simbolicamente affascinanti. Bisogna osservare prima di tutto che, contrariamente a quanto si può pensare, nel simbolico disegno celeste vi è soltanto la testa del Toro, accompagnata dalle zampe anteriori. Due sono i gruppi di stelle che caratterizzano questo segno: le Iadi, sul muso del Toro, che comprendono la mitica Aldebaran, e le Pleiadi, ancora più famose, capeggiate da Alcione. E’ probabile che anticamente il disegno celeste comprendesse tutto il corpo del toro, , specie quando (tra il 4000 e il 2000 avanti cristo) segnava l’Equinozio di primavera. E’ un segno concentrato su tale stagione, che corrisponde al momento più dolce per la natura, nel nostro clima temperato. In questo periodo gli animali si accoppiano e si avverte in tutti un forte desiderio di innamoramento e di voluttà. Con una precisa corrispondenza tra stagione agricola, temperatura, colori, forme, segno zodiacale. Fin dai tempi più antichi il culto del toro e della sua fecondità era esteso in tutta l’Europa, a principiare dall’isola di Creta.
TORO è il secondo segno della sequenza zodiacale, appartenente all’elemento Terra, governato da Venere. Classificato dalla tradizione astrologica come Fisso in quanto concentrato interamente sulla stagione primaverile, si estende all’incirca tra il 20 aprile e il successivo 21 maggio.
In quel periodo dell’anno si assiste allo sviluppo della vegetazione, alla fioritura, la natura riprende vigore e si stabilizza dopo i rigori invernali e la spinta evolutiva e creatrice della primavera. La sequenza aristotelica dei segni alterna Fuoco, Terra, Aria, Acqua. Il Toro, animale a lungo venerato nel bacino del Mediterraneo, simboleggia agricoltura, transumanza, testimone di epoche antichissime nelle quali il ritmo della vita era totalmente scandito dalle esigenze delle greggi. Patrimonio di ricchezza della comunità umana nel suo insediamento per gruppi affini, all’interno dei quali vigevano leggi molto rigide e precise. Chi vede la luce nel segno del Toro trae da questa simbiosi con la natura il senso dell’armonia (molti Toro sono abili grafici, architetti, pittori) e il desiderio del possesso, non già predatorio, ma tale da consentirgli una vita piacevole, anche un po’ edonista e godereccia, soddisfacente e costruttiva. L’atmosfera bucolica, di pace e di armonia costituisce un’esigenza e un’aspirazione per il Toro, a volte poco affine all’animale focoso che ne simboleggia l’origine zodiacale. Il Toro fu la costellazione considerata regina da parte dei Sumeri fin dal Quarto Millennio prima di Cristo: le loro conoscenze astronomiche andarono per il mondo, propagandosi anche attraverso il Bue Api egizio e il culto del Minotauro. La Tauromachia, rito tradizionale in tutta l’area del Mediterraneo, si riferisce al tempo in cui l’anno astronomico iniziava con l’ingresso del Sole nel segno del Toro. In quell’occasione il sovrano eseguiva il rito più importante del calendario; il sacrificio del toro, il cui sangue veniva conservato e poi sparso tra i solchi per fertilizzare i campi; il re doveva unirsi a sua volta con la sacerdotessa sul campo arato di recente per propiziare la fertilità della terra. Non a caso ancora oggi il sangue di bue è considerato tra i migliori fertilizzanti naturali in agricoltura! Il culto di Mitra, allegoria del Sole, prevedeva che l’eroe solare trascorresse metà dell’anno nel mondo dei vivi e l’altra metà in quello dei morti. Ne sono state ritrovate numerose rappresentazioni : Mitra, con abiti e cappello frigio, inginocchiato accanto al Toro lo tiene fermo con una mano e con l’altra infila la spada nella sua gola; sotto l’animale vi è un lungo serpente, un cane beve il sangue che esce dalla ferita, uno scorpione è pronto a mordergli i genitali e dalla punta della coda escono spighe di grano (simbolo di rinascita). Ai lati del Toro vi sono i due torcieri divini, Hesperos e Phosphoros. In alto si vede il sole con il corvo suo messaggero e sulla destra la Luna. Un’immagine fortemente simbolica, che riproduce il mito sumero dell’uccisione del Toro celeste (equinozio di primavera) da parte di Gilgamesh (Orione): le due costellazioni tramontavano quando sorgeva il segno dello Scorpione, dando l’impressione che fosse il colpevole della sua scomparsa. Il sacrificio del toro avviene quando l’animale si trova sopra la costellazione dell’Idra, il serpente simbolico dell’orizzonte celeste. Il cane è la famosa stella Sirio. I due torcieri divini sono gli aspetti serali e mattutini del pianeta Venere. Le spighe di grano le Pleiadi… e comprendiamo così come l’antica religione mitraica fosse di derivazione squisitamente astronomica.
Le stelle più importanti presenti nel segno del Toro sono riunite in due gruppi molto significativi: Le IADI, che formano sul muso del Toro una lettera V composta da 6 stelle. La principale e fondamentale per tutta l’astronomia è la mitica Aldebaran (il nome deriva dall’Arabo e significa ‘la successiva’ perché sorge subito dopo le Pleiadi). Le PLEIADI, sul dorso dell’animale celeste, sono state cantate dai poeti d’ogni tempo, considerate da alcuni autori antichi come il luogo di origine delle anime. Tra loro (originariamente sette, misteriosamente diventate sei) la più importante è la mitica Alcione
Il segno del Toro
Nell’antica classificazione astrologica dei segni il Toro, essendo di Terra, è Femminile e Negativo. Ciò non ha nulla a che vedere con la virilità dei soggetti maschili che vi vedono la luce, ma al contrario pone in risalto la raffinatezza del segno, il suo dipendere da Venere, stella simbolo dell’amore e del successo in senso globale e universale. In particolare è importante la connessione tra il Toro, il denaro e le finanze, del resto confortata dal fatto che le tre Borse internazionali trainanti, New York, Londra e Tokyo sono nate tutte in Toro, nel mese di maggio, le prime due a fine ‘700 e l’ultima a fine ‘800. L’atmosfera bucolica, di pace e armonia, costituisce al tempo stesso un’esigenza e un’aspirazione per il Toro, a volte poco affine (quanto meno esteriormente) all’animale focoso che ne simboleggia l’origine zodiacale. Non mancano anche nel Toro più pacifico occasioni di ruminazioni interiori e di ‘ire funeste’ rare ma molto intense, da non sottovalutare in alcun modo
Il Mito del Toro
Nel disegno junghiano che intende i pianeti come archetipi al segno del Toro viene associata la vicenda di Minosse e del toro tutto bianco che egli non sacrificò colpevolmente a Nettuno/Poseidon, il dio marino che glielo aveva richiesto. La punizione fu pesante: il dio fece provare a Pasifae, moglie del re cretese, un grande desiderio sensuale nei confronti del toro medesimo. Dedalo costruì un simulacro di legno affinché ella potesse accoppiarsi con il toro. Dall’unione bestiale nacque il celebre Minotauro. Sarà Teseo, grazie all’aiuto di Arianna, e scovarlo e a ucciderlo nel labirinto, simbolo dei travagli interiori e della ruminazione tipici di chi vede la luce nel segno. Grande il senso della proprietà (anche nei confronti delle persone) che caratterizza i nati in Toro, che difficilmente rinunciano a ciò che spetta loro, lavorando alacremente per assicurarsi tranquillità e benessere. Ma la loro calma è solo apparente! Ne scaturisce il ritratto di una personalità analitica, amante della natura, più passionale di quanto voglia sembrare, incline ai piaceri edonistici della vita, dal buon cibo alle passioni dell’eros, alla gioia della ricchezza. Ma spesso, al di là dello stereotipo edonista, la psicologia dei nati in Toro cela all’interno di se’ un vero e proprio labirinto, una ragione precisa di riflessione e a volte di rovello profondo. Essa spesso coinvolge il rapporto d’amore, inteso come possesso della persona amata, gelosia, mancanza di sicurezza.
Il pianeta-guida del Toro: Venere Afrodite
Al Toro spetta il privilegio di poter contare sul favore di Venere Afrodite, dea disinibita dell’amore, stella della sera e del mattino, protettrice dei naviganti, ottima ispiratrice d’amore e di qualità estetiche. La sua nascita ne chiarisce la natura passionale: durante la guerra di potere sull’Olimpo si racconta che Saturno-Crono, brandendo con la mano sinistra (che da allora divenne di cattivo augurio) un falcetto di selce abbia vibrato un fendente fatale ai genitali di suo padre Urano, evirandolo. Nella caduta del membro sanguinolento in mare emerse dalle acque di Cipro una creatura meravigliosa, frutto della concentrazione di tanta vitalità: la splendida Venere, fascinosa e pericolosa nelle sue disinvolte vicende d’amore, come accadde nella guerra di Troia… moglie di Vulcano Efesto, amante appassionata di Marte, si accoppiò con la maggior parte degli dei dell’Olimpo, capace di suscitarne con arte sottile il desiderio e mai stanca di schermaglie d’amore e di sottili manifestazioni dell’arte della seduzione. Geoffrey Chaucer nelle sue Canterbury Tales fa dire alla Comare di Bath: ‘Ho visto la luce con Marte e Venere nel segno del Toro: ho dovuto prendermi sette mariti!!’. Spiegando in questo modo la passione sensuale di chi vede la luce nel segno….
Il Toro e i suoi 12 Ascendenti Il segno del Toro (seconda parte)
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